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Cade a pezzi la censura contro i Casino virtuali online |
| Legittimita del blocco e la censura di centinaia di casino online virtuali italiani |
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Da tempo l'amministrazione finanziaria dello Stato - in
particolare l'Azienda Autonoma Monopoli di Stato - ha
ingaggiato una lotta senza quartiere contro gli internet
point italiani nei quali gli avventori si collegavano
ai siti - localizzati in altri paesi anche dell'Unione
Europea - gestiti da provider di casino virtuali
online italiani e scommesse legalmente autorizzati. Dunque, centinaia
di posti pubblici per l'accesso ai casino virtuali online,
in Italia, sono stati chiusi dalla Guardia di finanza
con l'accusa di favorire la proliferazione di "scommesse
clandestine".
In realta' - come hanno poi affermato numerosissimi tribunali
penali italiani - se l'operatore dei casino virtuali
online o scommesse e' legalmente autorizzato nel proprio paese
appartenente alla UE, gli internet point e gli avventori
non stanno violando alcuna legge. Anche perché in un dato
paese europeo non puo' essere vietata la prestazione di
servizi che sono leciti in un altro paese dell'Unione.
Per aggirare le numerose sentenze di questo tipo, la Corte
di cassazione ha stabilito nel 2003 che il divieto di
giocare con operatori dei casino online virtuali
non autorizzati in Italia era una questione di ordine
pubblico interno e che, quindi, prevaleva sulle decisioni
comunitarie. Morale: vietato giocare nei casino
virtuali.
Anche in questo caso, pero', molti giudici di merito hanno
manifestato il loro dissenso con la Cassazione e hanno
continuato a emanare decisioni che, sostanzialmente, disapplicavano
la legge italiana a favore di quella comunitaria.
Fatto
Ignorando, o facendo finta di ignorare, gli orientamenti
della giurisprudenza, nella continua lotta contro gli
operatori dei casino virtuali e di scommesse
che esercitano legalmente la propria attivita' in un altro
paese, lo Stato italiano ha approvato, nella scorsa finanziaria,
l'art.1 comma 535 che attribuiva ai Monopoli il potere
di predisporre una blacklist di siti che i provider erano
(e sono) obbligati ad attivare per impedire che gli utenti
italiani si collegassero ai siti dei casino virtuali online italiani.
Chi non obbedisce si "becca" centinaia di migliaia
di Euro di sanzioni e un accertamento della Guardia di
finanza.
Questa norma e' palesemente illegittima, come denuncio'
ALCEI in un comunicato del 28 febbraio 2006 ma nessuno
prese sul serio quelle considerazioni, almeno fino a oggi.
Lo scorso 10 aprile 2006 il tribunale di Roma - sezione
II civile, ha infatti emanato un provvedimento con il
quale ha ingiunto ai Monopoli di Stato di rimuovere l'indirizzo
di un operatore di casino virtuali e
scommesse maltese dalla blacklist sui DNS che ogni provider
e' obbligato ad adottare per via delle note disposizioni.
Volendo sintetizzare il ragionamento del giudice, si potrebbe
dire che:
1 - il potere dello Stato italiano non si estende fino
agli altri paesi (in altri termini: non si comanda a casa
altrui),
2 - gli operatori dei casino virtuali
online e di scommesse via internet non hanno referenti in Italia
e quindi non operano sul territorio italiano,
3 - non si applica, di conseguenza, la normativa nazionale,
quindi i Monopoli devono rimuovere l'indirizzo dell'operatore
dei casino virtuali e di scommesse che
ha vinto il ricorso d'urgenza.
Curiosamente, mentre agli oscuramenti dei siti di casino
online virtuali e' stata data grande visibilita' sui
mezzi di informazione, la notizia della decisione del
tribunale di Roma e' passata sotto silenzio. Eppure si
tratta di un fatto di straordinaria importanza, visto
che rappresenta l'ennesimo colpo assestato dalla giurisprudenza
a un sistema di leggi antieuropee e pericolose per le
liberta' civili.
Per completezza va detto che la decisione romana vale
solo per il ricorrente e quindi i filtri e la blacklist
continuano a esistere, ma intanto un principio e' stato
sancito e altri operatori di casino virtuali
potrebbero avere buone opportunita' nel chiedere di essere
cancellati dalla "lista di proscrizione" appellandosi
alla recente decisione.
Per di piu', il 10 maggio prossimo dovrebbero discutersi
al TAR Lazio i ricorsi presentati da altri operatori dei casino virtuali online, ma questa volta contro
la legge in quanto tale e non contro le sue applicazioni.
Il che potrebbe scrivere la parola "fine" sui
tentativi dello Stato italiano di tenere per sé la "torta"
dei casino virtuali online italiani e delle scommesse online.
Andrea Monti
ICTLex
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