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News Casino & Gioco d'azzardo
Maccao batte Las Vegas
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PECHINO
- Mentre il boom dell'economia cinese ha ripercussioni
in tutto il mondo, c'e' un pezzo di Cina che viene comprato
dagli americani: succede a Macao, l'ex-colonia portoghese,
dove i miliardari Usa investono cifre da capogiro per
acquistare alberghi e casino'. Macao,
infatti, e' diventata in pochissimo tempo prima la capitale
dei casino' e del gioco d'azzardo asiatica,
ora anche mondiale. Il suo giro d'affari ha superato l'americanissima
Las Vegas. Un solo miliardario, il suo nome e' Adelson,
sta costruendo venti hotel-casino'. Ma
ai cinesi, piu' che le slot machine, piace il baccarat.
L'irresistibile boom del potere economico cinese conquista
spazio nel mondo, creando un costante subbuglio nei mercati
internazionali. Ma a Macao, e nella vicina Zhuhai, sono
i miliardari del gioco americani a comperarsi la Cina
con affari da capogiro, che stanno gia' rendendo l'ex
enclave portoghese (500 mila abitanti) piu' redditizia
dell'intera Las Vegas.
Il ritmo a cui tutto cio' sta avvenendo e' impressionante:
il governo di Macao, una citta' cinese ad amministrazione
speciale tornata sotto il controllo di Pechino nel 1999
(dopo mezzo millennio di colonizzazione portoghese) ha
infatti deciso di spezzare il monopolio del gioco nel
2002, concedendo ad investitori esteri di costruire mastodontici
casino' in stile americano.
Fino ad allora, l'unica citta' cinese ad avere legalizzato
i casino e il gioco d'azzardo era stata
saldamente nelle mani di Stanley Ho, un tycoon hongkonghese
noto per la sua passione per il valzer, per le sue numerose
'concubine', e per il fine fiuto negli affari, che lo
ha reso un nome importante nel trasporto regionale, nel
mercato immobiliare e in particolare nel gioco.
Il suo gruppo, la Sociedade de Turismo e Diversoes de
Macau, aveva potuto detenere indisturbata il monopolio
dell'azzardo fin dal dopoguerra, ma forse per le parole
'avventate' con cui il miliardario condanno' il massacro
di Tiananmen nel 1989, il ritorno alla sovranita' cinese
non e' stato indolore: ha portato infatti Ho a vedersela
con nuovi, formidabili concorrenti.
Il primo a buttarsi con entusiasmo nel progetto di costruire
una 'Vegas asiatica' e' stato Sheldon Adelson, che ha
aperto in maggio il Sands Macao, un casino'
costato 240 milioni di dollari Usa, e che sta funzionando
talmente bene da aver quasi recuperato l'intero investimento,
dopo neanche sei mesi di attivita'.
Adelson ha deciso dunque di buttare all'aria ogni prudenza,
e sta impegnandosi nella costruzione di 20 grandi hotel-casino'
con 3.000 stanze ciascuno, in una fascia di terra appena
riportata dal mare, che ha unito le due piccole isole
di Macao, Coloane e Taipa, ribattezzando l'intera area
la 'Striscia di Cotai'. L'intero progetto, che ha creato
dall'acqua 60 ettari di terreno, prevede un investimento
di 10 miliardi di dollari Usa, e dovra' riprodurre l'intera
Venezia, con tanto di Canal Grande e gondolieri che intoneranno
famose arie d'opera. Come a Las Vegas, dato che qui, i
costruttori della citta' americana che riproduce altre
citta' stanno copiando se stessi.
'E' la cosa piu' eccitante che io abbia fatto in vita
mia', ha dichiarato Andelson riferendosi alla sua ultima
follia, che lo sta portando ad avere un vantaggio di 'circa
due anni' sul suo rivale las-veghiano storico, Steve Wynn.
Questi infatti ha annunciato solo in giugno il suo investimento
a Macao, di 'appena' 705 milioni di dollari Usa, per un
unico, gigantesco casino', con 600 stanze
d'albergo.
Nel frattempo, Stanley Ho non ha troppo di cui lamentarsi:
malgrado la nuova concorrenza, infatti, gli affari vanno
a gonfie vele, i suoi casino' dovrebbero
fruttargli 5 miliardi di dollari nel 2005, mentre il Prodotto
Interno Lordo di Macao sta crescendo al ritmo di piu'
del 20 per cento annuo. La Cina ha infatti semplificato
l'ingresso dei cinesi nella citta' ad amministrazione
speciale, il che significa che migliaia di persone possono
oggi recarsi a Macao senza visto, anche solo per poche
ore, ed impegnarsi ai tavoli da gioco.
Una delle grosse differenze fra Macao e Las Vegas sono
le preferenze dei giocatori nelle due citta': qui, le
slot machines che fanno la fortuna delle sale da gioco
Usa non sono granche' popolari, mentre i tavoli di baccarat
sono sempre gremiti di avventori. In qualunque giorno
della settimana interi autobus provenienti da tutte le
citta' della Cina arrivano davanti al Sands, e centinaia
di persone che, con la massima serieta' e determinazione
si avvicinano ai tavoli, scommettendo pesante. La loro
bevanda d'elezione e' semplice te' cinese, e rimangono
sedute fin quando non hanno speso fino all'ultimo gettone,
ignorando quasi del tutto gli spettacoli di varieta' infarciti
di pailettes che sono stati trasportati qui dall'America.
Nelle sale Vip, intanto, dove la puntata minima e' di
1.500 euro, il gioco e' talmente serio che l'atmosfera
diventa quasi truce. La Deutsche Bank, in un recente rapporto,
ha intanto stabilito che il giro di affari di Macao sorpassera'
gia' da quest'anno quello di Las Vegas. Sands ha dunque
deciso di espandersi ancor piu', firmando con Zhuhai,
la citta' confinante con Macao, un accordo per costruire
attrazioni non legate al gioco (campi da golf, ville per
le vacanze, e una marina da diporto) su un terreno di
circa 700 ettari.
Casino News: Maccao batte Las Vegas
Ilaria Maria Sala, Il Messaggero 25. 11. 2005
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